Rendicontazione elettronica per il no profit

Per le associazioni no profit gli aspetti fiscali della fattura elettronica si tradurranno in un’acquisizione delle strutture informatiche che serviranno per generare file xml (Extensible Markup Language) che sarà in un breve futuro, il solo utilizzato dalle Amministrazioni Pubbliche.

L’entrata a regime della legge 244/2007 che prevede l’obbligo della fatturazione elettronica nei confronti dell’Amministrazione dello Stato anche da parte degli enti no profit, potrebbe creare non pochi problemi di ordine pratico per la rendicontazione annuale.

La riorganizzazione delle Amministrazioni dello Stato prevede anche la digitalizzazione delle fatture. Ecco perché, dal 6 giugno scorso, è entrato a regime (ma sarà completamente operativo soltanto dal 31 marzo 2015) la fatturazione in formato elettronico (FatturaPA) acquisito da un Sistema di Interscambio  (SdI). Per le associazioni no profit e in generale per tutte le imprese del terzo settore che devono emettere una fattura nei confronti delle Amministrazioni è cominciato così un periodo di profonda revisione dei propri sistemi e delle procedure di rendicontazione.

La situazione non è stata subito chiarissima, e una circolare dell’Agenzia delle Entrate (del 24 giugno) ha almeno chiarito che anche una fattura originariamente cartacea può essere trasformata in un documento informatico al fine di essere inviata mediate la posta elettronica. Questo dovrebbe almeno risolvere il caso delle fatture emesse precedentemente (scannerizzando le fatture cartacee in un formato pdf), ma per il futuro bisognerà comunque munirsi di un sistema capace di emettere fatture in formato xml.

Per le associazioni no profit gli aspetti fiscali della fattura elettronica si tradurranno in un’acquisizione delle strutture informatiche che serviranno per generare file xml (Extensible Markup Language) che sarà in un breve futuro, il solo utilizzato dalle Amministrazioni Pubbliche.  Le associazioni no profit che dovranno rendicontare le spese sostenute per un rimborso dalle Amministrazioni invece potrebbero non rientrare nell’obbligo della fattura elettronica in quanto non si tratterebbe, in tal caso, di emettere fatture per una fornitura, ma semplicemente una rendicontazione delle spese sostenute. Su queste, tuttavia, andranno comunque indicati il codice identificativo di gara (CIG) ed il codice unico di progetto (CUP).

Per quanto riguarda invece la fatturazione vera e propria, per le Onlus gestione contabile ci possono essere diverse possibilità. Innanzitutto la possibilità da parte delle stesse associazioni di munirsi degli strumenti necessari per emettere essi stessi fatture in formato xml, soluzione senz’altro auspicabile ma certamente non facile in quanto onerosa e richiede un minimo di “formazione” con i nuovi software da gestire, come le piattaforme presenti in rete che permettono di inviare tali formati muniti di firma digitale. Altrimenti si può ricorrere a soluzioni outsourcing, dove la fattura può essere scannerizzata o comunque inviata in formato pdf ad un intermediario che provvederà di convertirla in formato xml e inviarla alle Amministrazioni.

Per le fatture destinate alle Amministrazioni Locali, quelle con le quali le imprese sociali hanno generalmente il maggior volume di fatturazione, il termine ultimo per adeguarsi è fissato al 31 marzo 2015, salvo la comunicazione delle stesse, che potrebbe anticipare la messa a regime del sistema di fatturazione elettronica.

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