Socialstars: l’app che costruisce una rete sociale sulle reti dei social

da | Varie, Visibilità e Comunicazione

Socialstars è un’applicazione che si propone come piattaforma per le associazioni no profit ed i fruitori di campagne e progetti sociali con un sistema premiale che ha l’obbiettivo di vincere le barriere dell’indifferenza. Si tratta di un’efficace rete sociale o soltanto di un’applicazione che serve ad accrescere la propria autostima (social)?

L’idea gli è venuta durante un workshop; un’intuizione, un lampo. Utilizzare la filosofia social per creare rete sociale. Poi la messa in opera del progetto e il suo lancio, a inizio anno. Per adesso l’applicazione Socialstars è legata soltanto ad un territorio circoscritto, quello della città metropolitana di Milano, ma potrebbe presto ingrandirsi. Ma cos’è di preciso, Socialstars?

L’idea di Andrea Pabis e Gabriela Martinez (Marco Staglianò, Enrico Scognamillo, Raja Hariharan e Francesco Bizzini completano lo staff tecnico) è stata quella di mettere in relazione tre macro fattori; la disgregazione del terzo settore con le sue numerose associazioni, cooperative sociali etc., una rete sociale tra gli stessi sostenitori delle campagne sociali e quell’irresistibile “voglia di Social” di cui soffriamo tutti. In questo modo è nata la piattaforma Socialstars, ovvero un luogo dove le associazioni no profit possono inserire i loro appuntamenti e contare sulla visibilità da parte degli utenti della app la quale, per premiare la partecipazione e la stessa condivisione di tali eventi prevede un sistema premiale, che consiste poi nelle “stelle”. Ogni utente registrato, infatti, riceverà una “valutazione” del suo impegno sociale proprio in base alla quantità di eventi e progetti sociali condivisi che compariranno immediatamente anche sui propri profili social, facebook, Linkedin, twitter.

La strategia di comunicazione qui sta proprio in questo riverbero “a cascata” degli eventi proposti dalle associazioni che, altrimenti, sarebbero recluse nelle “cerchie” dei soliti associati. Un’intuizione indubbiamente forte e che può rivelarsi anche molto produttiva, soprattutto per quelle associazioni, di piccole e medie dimensioni, che in questo modo potrebbero godere di una diffusione pubblicitaria delle proprie iniziative e dei propri progetti anche in circuiti e presso un pubblico dai quali altrimenti resterebbero escluse.

Secondo gli autori, l’idea finale sarebbe quella di coinvolgere le aziende per utilizzare questo strumento come efficace strategia di comunicazione del loro impegno sociale, diffondere la propria partecipazione e mettersi magari in competizione tra loro per accaparrarsi il pregevole status di “sostenitore sociale”. Ma per avviare una tale partecipazione, da parte delle aziende, stando alle ricerche di mercato bisognerebbe avere almeno 100.000 utenti, altrimenti il prodotto, per le aziende, non è abbastanza app..etitoso.

È forse questo “disegno finale” l’aspetto più interessante della piattaforma Socialstars, che invece, limitata ad una partecipazione “personale” sembrerebbe soltanto poter soddisfare un personale senso di autostima che non necessariamente si traduce poi in una attiva partecipazione a quelli che sono i bisogni, e i sogni, di un mondo migliore nel quale non basta la “condivisione”, ma serve la partecipazione attiva, reale. Insomma di un mondo meno “social” e decisamente più “sociale”.

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