In questo articolo, anche alla luce delle esercitarizioni che mi sono pervenute, proverò a fare chiarezza su alcune senzioni della matrice del quadro logico.
Al di là della corretta esposizione degli indicatori, argomento ancora da affrontare, una prima distinzione da operare è nella diversa finalità delle voci poste in colonna a seconda della riga a cui fanno diferimento.
Per dirla meglio: la voce indicatori associata agli obiettivi richiede una riflessione; altra riflessione richiede se associata alla riga dei risultati e via dicendo. Vedioamo nello specifico che cosa si intende anticipando per certi versi l’argomento oggetto del secondo incontro.
Gli indicatori associati alle attività sono, quando espressi, indicatori di prodotto. Ci dicono cioè in modo chiaro quali sono i beni e i servizi usati nell’attività per favorire il raggiungimento del risultato. Gli indicatori di risultato parlano invece dell’efficacia e/o dell’efficienza. In ultimo gli indicatori associati agli obiettivi dicono dell’outcome, cioè del cambiamento, degli effetti che si generano. Non vi è però un modo standard per formalizzare questi indicatori, come vedremo. Il tutto dipende da cosa vogliamo misurare! Quest’ultima afermazione è molto importante e ci chiama ad una riflessio: cosa vogliamo misurare? Torniamo dunque al punto di partenza, qual è il cambiamento che vogliamo generare con il nostro progetto. Per questa ragione fare il quadro logico senza aver ragionato su problemi e obiettivi è un esercizio inefficace.
La seconda riflessione riguarda la chiarezza degli obiettivi specifici. In linea generale un progetto, soprattutto se di piccole o medie dimensioni, non riesce a far fronte a più di un obiettivo. In ogni caso dobbiamo essere certi che, se poniamo più obiettivi specifici, questi siano effettivamente concorrenti a raggiungere il cambiamento nel suo complesso e non siano invece una formulazione diversa dello stesso obiettivo. Come facciamo a riconosce che due o più obiettivi sono di fatto uno solo o ci troviamo nel caso di un sottoobiettivo? L’albero degli obiettivi ci aiuta in questo tipo di ragionameto.
La terza riflessione è sulle ipotesi. Intanto partiamo da quello che non sono. Le ipotesi non sono uno strumento di gestione del progetto e quindi non riportano le verifiche dei monitoraggi o il coordinamento. Se rilevanti esse offrono un panoramica dei rischi ossia delle probabilità che si verifichino cose che impattano sul progetto.In primo luogo occorre dunque capire se sono importanti e quindi poi decidere di utilizzarle nel quadro logico.
Ultima riflessione riguarda le fonti di verifica. Attenzione a non confondere le fonti di verifca con gli indicatori di risultato o di processo. Le fondi devono esistere ed essere consultabili in una determinata fase del progetto. Esse spesso non sono altro che documenti di programmazione, atti d’indirizzo, pubblici o elaborati da altri enti. In riferimento all’obiettivo generale la fonte di verifica è quasi sempre un documento di programmazione.