FRANCIA. Le desistenze ridimensionano la vittoria dell’estrema destra?

da | Pagine Esteri






di Redazione

Pagine Esteri, 5 luglio 2024 – A due giorni dal secondo turno delle elezioni legislative francesi, i sondaggi ridimensionano già la storica vittoria conquistata dall’estrema destra domenica scorsa.

Secondo le previsioni degli istituti demoscopici, il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella dovrebbe ottenere dai 200 ai 230 seggi. Molti, ma parecchi di meno rispetto alla maggioranza assoluta di 289 deputati sui 577 che compongono l’Assemblea Nazionale.

I partiti di centrosinistra e sinistra uniti nel Nuovo Fronte Popolare si dovrebbero aggiudicare invece tra i 150 e i 180 seggi, mentre i centristi di “Ensemble”, guidati dal presidente della Repubblica Macron, conquisterebbero solo tra i 110 e i 135 seggi.

In più di 200 collegi i candidati delle sinistre arrivati terzi si sono ritirati dalla corsa per favorire quelli degli altri schieramenti opposti all’ultradestra, e lo stesso hanno fatto molti macroniani anche se non tutti; alcuni infatti hanno deciso di rimanere in corsa affermando che eventuali deputati della sinistra radicale – in particolare della France Insoumise – sono indesiderabili quanto quelli del Rn.

Le numerose desistenze – sempre che gli elettori progressisti accettino di votare in massa i responsabili delle politiche antipopolari degli ultimi anni pur di sbarrare la strada a Bardella, e che gli elettori conservatori facciano lo stesso con i candidati della sinistra radicale – hanno comunque notevolmente ridotto la possibilità che il Rassemblement National faccia il pieno di eletti ai ballottaggi. Con il 29,3%, Bardella ha già fatto il pieno dei voti potenziali al primo turno, attirando la stragrande maggioranza degli elettori di Reconquete!, la formazione estremista guidata da Eric Zemmour, e non può quindi sperare di pescare in nuovi consistenti ambiti sociali.

Alcune decine di seggi dovrebbero aggiudicarseli però i Repubblicani, il partito di destra che al primo turno si è spaccato, con una parte minoritaria che ha siglato un patto di desistenza con il Rn e la maggioranza che, sconfessando il leader del partito Eric Ciotti, è andata alle urne in solitaria. È proprio tra gli eletti neogollisti che Bardella – che rettificando le dichiarazioni delle scorse settimane ha affermato di puntare a governare anche senza la maggioranza assoluta – spera di trovare voti utili per sostenere un suo esecutivo.

Nel frattempo, le trattative tra gli altri schieramenti sono in pieno fermento, per il varo di un esecutivo tecnico o politico che dopo il voto metta assieme diversi partiti altrimenti in competizione al solo scopo di impedire che a governare sia l’estrema destra. Se la France Insoumise di Melenchon ha già dichiarato la propria indisponibilità ad un patto con Ensemble e addirittura con una parte dei Repubblicani, altre fazioni del Nuovo Fronte Popolare – dai socialisti ai verdi fino ai comunisti – potrebbero essere disponibili. Pagine Esteri






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