Il principale motore di ricerca presente sul web mette a disposizione una strategia di comunicazione per le imprese no profit con spazi pubblicitari concessi in maniera del tutto gratuita. Un buon punto di partenza per chi vuole dotare la propria associazione di una piano di comunicazione per la rete.
Lo sanno tutti. Quando si effettuano ricerche sul web, sulla parte destra dello schermo compaiono sempre consigli pubblicitari inerenti al contenuto della ricerca stessa. Questo servizio, sul principale motore di ricerca (ossia Google) è gestito da un programma denominato AdWords, a pagamento, e che intende proprio sfruttare la pertinenza delle nostre ricerche con gli indirizzi pubblicizzati. Un sistema intelligentissimo che ribalta un fondamentale della strategia di comunicazione: non è la pubblicità a dover cercare il target di riferimento, ma siamo noi stessi a identificarci in un determinato “bersaglio commerciale” (target). La contestualizzazione pubblicitaria consente così di giocare in contropiede e i risultati lo dimostrano ampiamente. AdWords è un programma a pagamento, anche se la cifra di investimento varia a seconda del “pacchetto”.
Quello che invece non tutti sanno è che Google mette gratuitamente a disposizione delle associazioni no profit un programma analogo, che si interfaccia con AdWords, con una disponibilità di visibilità pari a 10.000$ al mese. Google adGrants (questa è la denominazione) consente così anche alle imprese del terzo settore di poter accedere in modalità “random” alle pagine del motore di ricerca lì dove sono presenti le parole chiave indicate dall associazione.
Le Onlus che intendono usufruire di questa possibilità devono già essere registrate all’anagrafe Onlus e inserite nel registro del Ministero delle Finanze. Se si possiedono questi requisiti sarà necessario registrarsi al programma AdWord che consentirà così di gestire il proprio profilo su Google Grants. La pubblicità consiste in un annuncio dove è riportato un link, che evidentemente rimanda al sito dell’associazione, sul quale non potrà comparire alcun annuncio per la vendita o lo scambio di prodotti (diversamente si verrà automaticamente cancellati dal adGrants). Oltre al link è possibile inserire anche una breve didascalia che andrà collegata ai settori tematici sui quali si desidera esser collocati dall’algoritmo del motore di ricerca (le keywords). Le procedure per presentare la domanda di partecipazione e per gestire l’account sono ben illustrate e guidano passo passo attraverso tutti i passaggi necessari. Occorre però tener presente alcune norme, da rispettare rigorosamente. Per la gestione dell’account le associazioni no profit devono effettuare almeno un mensilmente e apportare almeno una modifica ogni 90 giorni, gli annunci devono rispecchiare la mission della onlus e possono indirizzare l’utente al solo dominio indicato nella domanda. La pagina alla quale si è indirizzati non deve contenere altri link che rimandano a siti pro profit o link pubblicitari.
Nella strategia di comunicazione è importante scegliere le parole chiave che indirizzeranno il proprio link alle ricerche degli utenti, e se l’associazione è medio piccola ed opera specificatamente in un determinato territorio, potrebbe anche essere d’aiuto indicare la città o la regione tra questi indicatori. Va da se, inoltre, che sarà poco produttivo indirizzare l’utente ad un sito poco aggiornato (se non fermo da anni, come spesso si vede tra le associazioni no profit…) o mal impostato, e pertanto occorrerà innanzitutto mettere mano a questo prima di pianificare un piano di comunicazione web per la propria impresa sociale.
La comunicazione è la prima rete sociale del terzo settore. L’opportunità offerta da Google adGrants per il no profit è indubbiamente a buon mercato (essendo gratis) ma bisogna ricordare che ha un valore commerciale potenziale di circa 9.000 euro mensili. Sarebbe un peccato non esprimerli al meglio. La comunicazione è la prima rete sociale del terzo settore.