Il marketing nella comunicazione sociale

da | Varie

Negli ultimi anni la comunicazione sociale ha incorporato una terminologia sempre più specifica e dettagliata, un linguaggio che deve sempre rincorrere l’orizzontalità del terzo settore e il suo contemporaneo momento di grande innovazione sociale.

I processi comunicativi sono strettamente legati alla specificità di ogni singolo ambito professionale, definendo quello che si è solito chiamare il “gergo” di un campo specifico. Le modificazioni di tali ambiti ricadono direttamente nel linguaggio non soltanto per definire nuovi strumenti o nuovi processi di trasmissione, ma anche per sottolineare la forma entro la quale è possibile rintracciare la specificità di un atto comunicativo. Nella comunicazione sociale, la divulgazione di una determinata cultura, veicolata da un linguaggio specifico e la sua naturale evoluzione, permette di cogliere le evoluzioni tecniche e di missione di un processo che si sta verificando proprio negli ultimi dieci anni. La sempre maggiore compenetrazione tra il mondo no profit e quello for profit ha fatto si che molti termini di provenienza diretta dal Mercato cominciassero ad avere anche nella comunicazione per il sociale una valenza ed un peso sempre maggiore. Proviamo a esaminare quelli più utilizzati, per comprenderne il loro significato e la loro portata per il terzo settore.

Green marketing. Sin qui, non ci sono grossi problemi. Il green marketing riguarda tutto quello che coniuga gli utili di profitto con la tutela ambientale. Non si rivolge soltanto ad una specifica gamma di prodotti (green), ma può applicarsi anche a strategie di comunicazione o alla pianificazione dei processi produttivi.

Benchmark etico. Valuta il valore etico di una scelta o di un progetto sociale su una scala proporzionale con un punto di riferimento prestabilito. È dunque un indicatore che mette in rapporto Qualità e incidenza di mercato. Si può fare un esempio per i risultati di due campagne di crowdfounding, stabilendo una curva grafica che permette di osservare l’andamento dei due indicatori.

CRM – Cause Related Marketing. In forte espansione anche qui da noi in Italia, è una tecnica di marketing utilizzata dalle aziende con profitto per invitare i consumatori a sostenere, mediante l’acquisto di un loro prodotto, una o più organizzazioni non lucrative di utilità sociale mediante la cessione di una percentuale del proprio profitto sul prodotto acquistato. Lo sposare una buona causa produce un effetto pubblicitario di avvicinamento alle tematiche sociali (e dunque al consumatore) e viene riportato nei bilanci sociali delle aziende.

Kpi – Key performance indicators. È l’indicatore chiave (come suggerisce il  termine)per stabilire quanto ci si stà avvicinando, con un progetto o con un’attività, alla mission della propria organizzazione. Compaiono nel bilancio sociale e identificano fattori di successo sia in termini di qualità che di quantità definiti preliminarmente per ogni obiettivo strategico.

Viral marketing. È l’utilizzo della rete sociale per la diffusione di un marchio. Su questo piano il terzo settore raccoglie molto più consenso rispetto al marketing virale compiuto dalle imprese di profitto, in quanto si avvalgono di una comunicazione che risponde molto bene alle dinamiche sociali dei mezzi di informazione del web 2.0.

Vuoi saperne di più? Chiedi un supporto.

Il marketing nella comunicazione sociale

Privacy

15 + 5 =

Scrivici se vuoi una mano su questo argomento.